Pubblicato il

Falstaff Trophy Trentino 2021

Happy to announce the exceptional results we have obtained by @falstaff.magazin @falstaff.international international wine award on our #MountainWines.

  • 93 Points, Pinot Grigio Ramato Pietramontis 2018
  • 92 Points, Sagum Pinot Nero 2018
  • 91 Points, Lagrein Pietramontis 2018
  • 91 Points, Salísa Brut Millesimato @trentodoc 2016
  • 91 Points, Salísa Zero Millesimato @trentodoc 2016

@villacorniole_winery @salisa_trentodoc

www.villacorniole.com #Trentino #WineTrophy #FalstaffWineTrophy

Pubblicato il

Sagum 2018: nuova etichetta di Villa Corniole, by Serena Leo

Sagum 2018: “il passo” diventa una nuova etichetta di Villa Corniole

Raccontare un territorio con un vino è possibile e i produttori della Valle di Cembra lo sanno molto bene. Non si tratta solo di una questione commerciale: è l’orgoglio di appartenere a una terra generosa e suggestiva come questa a spingere tutti i Cembrani D.O.C. verso nuovi traguardi di eccellenza e nuove espressioni. Tra i 708 km leggendari di muretti a secco nascono i migliori Muller Thurgau, vini aromatici dalla grande mineralità ma anche espressioni particolarmente suggestive di Pinot Nero. A dimostrarlo è il nuovo nato di Villa Corniole, il Sagum, che fa il suo ingresso sul mercato con l’annata 2018.

Il Pinot nero in questione vuole essere un omaggio alla località Giovo, il cui nome si rifà a un’antica usanza legata proprio agli abitanti della valle che usavano crearsi dei “passaggi” per aggirare le frequenti esondazioni del fiume Adige. Sulle carte storiche è possibile trovare l’indicazione Jugum che sta a significare valico ma può essere ricondotta anche alla località in cui nasce il Sagum. Le prime tracce sono riconducibili all’800 d.C ma il nome, però, è frutto di una ricerca che affonda le sue radici molto indietro nel tempo e denotano una certa longevità nelle tradizioni del luogo, proprio come il vino che voglio raccontarvi.

Grande savoir faire in vigneto e cantina

I vigneti di Pinot Nero si sviluppano su un terreno di origine calcarea e marnosa, ubicati a 650 metri circa con un sistema di allevamento è a guyot. Le vigne hanno una storia trentennale alle spalle. Le uve vengono raccolte con vendemmia manuale a fine settembre, quando raggiungono un livello perfetto di maturazione, combinazione vincente data da terroir, clima e buone pratiche. Coltivare queste uve in Valle di Cembra, però, significa aver a che fare con un terreno porfirico che conferisce al prodotto finito una spiccata mineralità tipica nei vini del luogo.

Le uve, una volta raggiunta la cantina, vengono sottoposte a macerazione a freddo prefermentativa. Dopo una settimana si passa alla fermentazione alcolica che avviene spontaneamente e riprende un periodo di macerazione e follature manuali giornaliere, in modo da ottenere un prodotto curato in ogni dettaglio.

Anche il periodo di affinamento ha la sua importanza, infatti il Sagum riposa in barrique e tonneaux per circa 18 mesi e il tutto prosegue in bottiglia per un periodo mai inferiore a un anno. Ciò che ne viene fuori è un Pinot Nero armonico ed estremamente propenso alla longevità.

Il Sagum rientra nella denominazione Trentino Doc Superiore Valle di Cembra, quindi segue un protocollo rigoroso che preserva tutta la tipicità del luogo.

Villa Corniole e la ricerca dell’eccellenza

Mantenere alto lo standard di produzione in cantina è essenziale. A confermarlo è Maddalena Nardin che, assieme alla sua famiglia si occupa di ogni singolo passaggio che va dall’uva al vino. Per assicurare l’eccellenza è necessario saper lavorare giorno per giorno in vigneto. E cosa succede se l’annata non è delle migliori? Forse è bene rinunciare e aspettare quella successiva. Si tratta di una scelta che i clienti premiano, confermando anno dopo anno la loro fiducia nel prodotto. È essenziale, anche con un’ampia gamma di prodotti, garantire qualità.

La Valle di Cembra e in particolare il consorzio Cembrani D.O.C., sposa tali scelte e sostiene lavori di terra e cantina che preservano la tipicità del territorio e del vino prodotto, da sempre, in valle. Grande attenzione anche alla zonazione dei vari terreni, in modo comprendere anche dove e come coltivare un certo vitigno, cercando di impiantarli solo nelle zone altamente vocate. L’impresa sembra ardua ma, certamente, non impossibile.

Sagum e…?

Villa Corniole sotto questa fortunata stella e grazie all’esperienza maturata con il tempo, è sempre alla ricerca di nuove espressioni della Valle di Cembra. Dopo aver acquisito un altro vigneto di Pinot Nero che, di sicuro, implementerà la produzione futura del Sagum, grande attenzione anche alla gamma Salisa. Che stia per nascere un nuovo Trentodoc rosè?

Il Sagum 2018 è disponibile presso lo store online di Villa Corniole.

Pubblicato il

Il dati del vino nel 2020 e prospettive per il 2021, VINONEWS24

Nonostante le difficoltà legate alla crisi Covid, il sistema-vino italiano non sembra aver collassato. Le aziende hanno cercato nuove strade e rilanciato su canali alternativi. 

di Giambattista MarchettoElena MorgantiFederica BorasioDaniele Becchi

Differenziazione sui mercati internazionali e nei canali di vendita, ma anche compensazione con l’attivazione di strumenti digitali per la vendita online; nuove progettualità, ma anche denominazioni forti a garanzia di una tenuta sul mercato. La nostra overview sul 2020 – di cui pubblichiamo ora il primo stralcio, con 27 cantine intervistate – suggerisce alcune riflessioni sulla capacità di reazione delle aziende italiane del vino.

Se infatti per tutti il 2020 è stato un anno di lacrime e sangue, per la serrata dell’horeca e per la crisi dell’export, nella maggior parte dei casi le perdite sono state contenute entro il 10% grazie a investimenti in e-commerce, attivazione di nuovi strumenti per la relazione con i clienti (anche da remoto) e sviluppo di nuove strategie sui mercati internazionali. A fronte di alcuni casi in perdita netta (tra il 20 e il 50%), si ha invece un impatto importante delle annate eccezionali nel caso del Brunello di Montalcino, dove il brand ha garantito crescite a due cifre per tutti i produttori intervistati (nonostante il calo del turismo). Durissimo invece l’impatto sulla Sardegna della perdita di flussi consistenti di visitatori (ma anche di rilevanti difficoltà logistiche per le spedizioni).

Quali ora le attese? Secondo la maggior parte dei produttori intervistati il 2021 sarà un anno di transizione. Al di là del blocco che non si allenterà prima di aprile/maggio, la ripresa estiva e una possibile tenuta dell’autunno (a fronte di una campagna vaccinale veloce) fanno prevedere un anno in equilibrio che dovrebbe preludere ad un 2022 e 2023 di reale ripartenza. Ecco cosa ci hanno detto le cantine in questa terza e ultima puntata.

TRENTINO – Villa Corniole, -15% fatturato ma rilancia sull’export

Il 2020 è stato un anno particolare – riferisce Maddalena Nardin di Villa Corniole – Fortunatamente il calo registrato sui clienti storici, soprattutto Italia, è stato in parte tamponato dall’incremento delle visite in cantina da parte di turisti italiani, che riconoscono nella nostra azienda una delle realtà vitivinicole più interessanti della Valle di Cembra. Il tempo che questo cambio di prospettiva ci ha messo a disposizione è stato impiegato per crescere all’estero, grazie ad accordi con nuovi importatori che ci hanno consentito di presidiare maggiormente i mercati in Europa, Usa, Brasile, Repubblica Dominicana e Canada, ma anche di esplorarne di nuovi, come la Francia. Chiudiamo quindi a -15% circa, meglio rispetto alle ipotesi di metà anno, con un export che ormai pesa il 40% sul fatturato e rispetto al quale riponiamo molte aspettative anche per il futuro”.

Scopri il parere di altre cantine tra le più importanti per il panorama vinicolo italiano, cliccando sul link di seguito:

Pubblicato il

Donne & Vino, 8 marzo 2021

donne vino villa corniole trentino trentino

Quest’anno in occasione della giornata internazionale della Donna, 8 marzo 2021, abbiamo raccolto per voi alcuni interessanti articoli che parlano di Donne del Vino, buona lettura!

Le 13 donne del Trentodoc, il lato rosa del vino

5 Marzo 2021 – di Stefania Leo

È biondo come la mimosa, ma questo mondo che stiamo per raccontarvi è anche rosa grazie a 13 imprenditrici, agronome, enologhe, professioniste del marketing e della comunicazione che compongono l’universo Trentodoc. Da Camilla Lunelli di Cantine Ferrari a Roberta Lunelli di Abate Nero, da Elena Dell’Adami di De Tarczal a Lisa Maria Endrici di Endrizzi, da Lucia Letrari di Letrari a Maddalena Nardin di Villa Corniole: l’amore per la famiglia, il territorio trentino e il marchio Trentodoc sono gli ingredienti principali di una ricetta di successo per tutte queste cantine.

Maddalena Nardin – Villa Corniole. Membro dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino, Maddalena Nardin si è licenziata da un altro impiego per supportare il marito a Villa Corniole. La sua priorità è la famiglia e ha riversato questo impegno anche nell’azienda, trascinando con il suo entusiasmo anche le tre figlie, Sabina, Linda e Sara. A loro tre è dedicata la bollicina Trentodoc di Villa Corniole, il Salìsa, nome che unisce le prime lettere delle tre sorelle. Due di loro, oggi, sono coinvolte nell’azienda, tra i brand più significativi della Val di Cembra. Parola d’ordine: sempre più donne nei board. “Negli ultimi anni la componente femminile è cresciuta, anche perché sono cambiate le esigenze delle aziende vitivinicole“.

8 marzo – Un brindisi al femminile viaggiando in Rosè

6 Marzo 2021 – di Giovanna Moldenhauer

#MoldenhauerWine – Ecco un brindisi al femminile viaggiando in rosé, per festeggiare l’8 di marzo, nella giornata dedicata alle donne. Per suggerire dei cin cin in rosa proponendo al tempo stesso delle etichette con una storia particolare e qualcosa di speciale da raccontare. Anche con un risvolto sociale e benefico.

Nella nostra carrellata partiamo dal Veneto con due proposte sconfinando in Trentino con la sua viticoltura di montagna e non solo, per poi tornare in Lombardia con due Metodo Classico diversi tra loro ma di alto profilo. Di ogni cantina presentiamo in particolare un vino che riteniamo rappresentativo. E buona festa delle donne a tutti e a tutte!

Villa Corniole è realtà familiare di Giovo, con circa 10 ettari di vigneto suddivisi tra la Valle di Cembra e la Piana Rotaliana, comunque ambasciatrice della viticoltura di qualità in Trentino. Una storia di produttori che parte da lontano, da generazioni di viticoltori che con impegno e gratificazione hanno costruito e modellato il paesaggio estremo i terrazzamenti dove cresce la vite.

É un progetto familiare condiviso, che nasce in vigna e prosegue nella cantina in cui vengono vinificate tutte le uve selezionate e raccolte esclusivamente a mano nei vigneti, per ottenere ogni anno. Tra questi abbiamo scelto il Pinot Grigio, proposto in versione ramata, le cui uve provengono dalla Piana Rotaliana a Mezzolombardo, ai piedi delle soleggiate rupi della Paganella e del monte di Mezzacorona, una terra ricca di mineralità grazie al fiume Noce che nasce nelle Dolomiti di Brenta e ne trasporta gli elementi essenziali. Un territorio con un terreno limoso-sabbioso e una buona fertilità, una presenza di detriti di origine dolomitica, granitica, calcarea e porfirica. Le montagne proteggeno dai venti freddi provenienti da Nord e trattenengono il calore estivo, creano le condizioni ideali per la maturazione delle uve di Pinot Grigio.

Pinot Grigio Ramato

Pinot Grigio Ramato Pietramontis Vigneti delle Dolomiti IGT 2018  | Dalla sola varietà e vigneti a pergola trentina semplice che consente di gestire al meglio l’ombreggiamento e proteggere dalle scottature i grappoli favorendo al tempo stesso la perfetta maturazione degli stessi.

I terreni sono alluvionali, con grande fertilità in superficie ed eccellente drenaggio sottostante. Le uve raccolte manualmente, vengono poi diraspate per la vinificazione. Segue la macerazione a freddo nella pressa per alcune ore e la successiva pressatura.

La fermentazione avviene in parte in serbatoi di acciaio inox a temperatura controllata e in parte in barrique, dove matura per circa un anno. Segue un ulteriore affinamento in bottiglia. Dopo una tonalità giallo paglierino, con delicati riflessi buccia di cipolla detto ramato. Al naso ha dolci sentori fruttati fragranti e una leggera nota di vaniglia. Il gusto in bocca è ricco e fresco, strutturato e morbido, di ottima persistenza.